mercoledì 30 settembre 2009

Biomasse: Reggio tenta la produzione di energia dalle potature Protocollo di intesa per la sperimentazione



REGGIO EMILIA (30 settembre 2009) - Incrementare l’utilizzo delle biomasse per produrre energia e sperimentare una filiera locale completa per la raccolta, lo stoccaggio e il recupero energetico delle potature prodotte dalle aziende agricole. Questi gli obiettivi del Protocollo di Intesa sottoscritto questa mattina a Palazzo Allende da Provincia, Enìa, Crpa di Reggio, associazioni agricole, consorzio fitosanitario provinciale, azienda agricola sperimentale Stuard di Parma e cooperativa agroenergetica di Correggio. Si tratta di un primo, importante passo per la creazione di un sistema integrato locale in grado di al meglio i sottoprodotti delle attività agricole, trasformandoli in una fonte energetica alternativa.

Alla base del protocollo vi è il progetto europeo Seq-Cure, al quale partecipano Provincia, Enìa, Crpa e Stuard, dedicato all’attivazione di filiere agri-energetiche sostenibili ambientalmente ed economicamente. In questo ambito trova spazio la sperimentazione reggiana attivata dal Protocollo. Enìa ha elaborato il progetto per il territorio reggiano e coordinerà la filiera, stipulando specifici accordi con gli agricoltori produttori delle biomasse e le imprese a cui verranno affidati i lavori di raccolta, stoccaggio e conferimento per le prove di combustione, mentre le associazioni agricole individueranno gli agricoltori partecipanti al progetto e la Stuard di San Pancrazio (Parma) compirà le prove di combustione. Al Crpa spetterà verificare l’andamento del progetto con un monitoraggio delle diverse fasi della filiera - dalla raccolta alle rese energetiche - mentre l'assessorato all'Ambiente della Provincia avrà il ruolo di promotore del progetto e di ricerca di finanziamenti dedicati.

Il progetto permetterà di analizzare concretamente tutte le complessità relative ad una futura filiera alimentata dalle potature delle aziende reggiane. Saranno analizzate i sistemi possibili di raccolta, le logistiche, le prove di essiccazione naturale, la lavorazione e la cippatura ed infine la resa come combustibile presso l’impianto a biomasse di San Pancrazio. I risultati raccolti costituiranno informazioni fondamentali per pianificare ogni realizzazione impiantistica successiva, soprattutto per individuare la migliore soluzione tecnico-economica per valorizzare i sottoprodotti delle attività agricole reggiane. Un progetto che intende, quindi, creare una base solida allo sviluppo delle energie alternative in terra reggiana ed una prima rete di soggetti che possono concorrere al loro sviluppo. Ed un percorso che intende privilegiare la filiera “corta” per garantire un bilancio ambientale positivo all’intero sistema.

fonte: giornale di reggio

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